Comunicazione e informazione pubblica: il documento per la riforma della legge 150 consegnato al Ministro Dadone

Pubblicato il
16 Giugno 2020

Via alla svolta digitale per la comunicazione e informazione pubblica. Oggi il Gruppo di lavoro insediato a inizio anno presso la Funzione Pubblica e guidato da Sergio Talamo, direttore della Comunicazione e relazioni esterne del Formez PA, ha consegnato al Ministro Fabiana Dadone il documento finale di indirizzo per la riforma della legge 150 del 2000, che disciplina  le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.

Riconoscimento dell’importanza del digitale e valorizzazione delle professioni - vecchie e nuove - dell’informazione e della comunicazione pubblica; maggiore attenzione alle competenze innovative; collegamento con le università; attenzione sullo smart working, che impatta in maniera decisiva su chi è impegnato in questo specifico ramo della PA. Questi alcuni dei temi chiave su cui dovrà basarsi l’attesa riforma della legge 150 del 2000, il testo già dedicato alla comunicazione istituzionale da cui 20 anni fa scaturirono gli istituti del portavoce, dell’Ufficio stampa per l’informazione e dell’Urp per la comunicazione.

Il lavoro consegnato al ministro Dadone è frutto della discussione con stakeholder qualificati, che vanno dall’Ordine dei giornalisti a Ferpi, dal Fnsi a ComPubblica e PASocial, dalle rappresentanze delle università e delle associazioni che fanno parte dell’Open government partnership fino a interlocutori istituzionali come Anci e Conferenza delle Regioni.

“La riforma della comunicazione pubblica e istituzionale che vogliamo impostare è attesa da molto tempo e si innesta con un ruolo di primaria importanza in seno alla nostra strategia complessiva di apertura delle PA ai cittadini e di centralità della persona nel rapporto con le amministrazioni – ha chiosato Dadone – Una rivoluzione copernicana che non può non vedere la tecnologia e il digitale come strumento primario, leva e motore di un ribaltamento di prospettiva. Un cambiamento profondo che va incoraggiato e governato da una multiformità di professionalità e nuove competenze sulle quali dobbiamo puntare in modo deciso, così da rendere la macchina dello Stato sempre più alleata del Paese”.