PA e politiche per l’Intelligenza artificiale

Pubblicato il
26 Settembre 2019

Dagli esperti della Commissione europea 33 raccomandazioni per gli investimenti.

AI approfondimento

Nelle varie comunicazioni sull'intelligenza artificiale (AI), la Commissione europea ha esposto la sua visione secondo la quale l’AI deve essere soprattutto affidabile ed incentrata sull’uomo. I pilastri alla base della visione della Commissione sono sostanzialmente tre: aumentare gli investimenti pubblici e privati ​​nella diffusione dell’intelligenza artificiale; prepararsi ai cambiamenti socio-economici; garantire un adeguato quadro etico e giuridico per proteggere e rafforzare i valori europei. 
Per sostenere l'attuazione di questa visione, la Commissione ha istituito un gruppo di esperti indipendenti sull'intelligenza artificiale (AI HLEG), incaricato della stesura di due principali documenti: un insieme di linee guida etiche per l'AI e un insieme di raccomandazioni politiche e di investimento.

Nel primo documento (Ethics Guidelines for Trustworthy AI), pubblicato l’8 aprile 2019, erano contenuti soprattutto gli orientamenti per favorire quei fattori di affidabilità e di miglioramento del benessere individuale e sociale dell’intelligenza artificiale. Con l’ultimo documento (Policy and Investment Reccomendations for Trustworthy AI), pubblicato invece il 29 giugno 2019, il gruppo di esperti sviluppa la propria proposta di policy e le proprie raccomandazioni relative agli investimenti per l’intelligenza artificiale. Si tratta di 33 raccomandazioni che possono guidare l'AI verso la sostenibilità, la crescita, la competitività, l'inclusione e la centralità dell’essere umano, divise in obiettivi principali: responsabilizzare e proteggere gli esseri umani e la società; trasformare il settore privato europeo favorendo l’innovazione, il trasferimento tecnologico e le partnership pubblico-private; guardare al settore pubblico europeo come catalizzatore di crescita sostenibile e innovazione; garantire una qualità e una capacità di ricerca di livello mondiale. 

Per raggiungere tali obiettivi, secondo il gruppo di esperti è necessario investire su quattro categorie di fattori abilitanti: dati e infrastrutture, competenze e istruzione, governance e regolamentazione appropriate, finanziamenti e investimenti
Da questo primo scenario, emerge che il ruolo delle politiche pubbliche è assolutamente primario non solo a livello di investimenti, quanto di governance e di regolamentazione, oltre che di visione di medio-lungo termine. L’Europa, come sottolinea il Rapporto, si avvicina al suo terzo intervento di digitalizzazione, ma vede l’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale ancora agli esordi. Il primo intervento ha riguardato principalmente l'adozione delle tecnologie di connessione; il secondo è stato guidato dall'era dei big data; il terzo è proprio quello dell’intelligenza artificiale che, in media, potrebbe stimolare la crescita dell'attività economica europea di quasi il 20% entro il 2030. A sua volta, ciò creerà le basi per una migliore qualità della vita, nuove opportunità di lavoro, servizi migliori, nonché modelli e opportunità commerciali nuovi e più sostenibili.

Tuttavia, come tutte le tecnologie, anche l’intelligenza artificiale, oltre alle opportunità, potrebbe essere fonte di rischi o di potenziali danni qualora non applicata nel migliore dei modi e non implementata nell’ambito di un processo di policy sistematico. Il sistema di governance relativo all’intelligenza artificiale, e alle politiche di investimenti per il futuro che la riguarderanno, avranno il compito di ridurre al minimo tali rischi, con la consapevolezza di una enorme capacità di incidere non solo sui temi chiave dei servizi pubblici al cittadino (P2C), quanto degli stessi mercati, sia business to business (B2B) che business to consumer (B2C). 
Nel caso dei servizi P2C in particolare, il gruppo di esperti evidenzia nel Rapporto come l’implementazione di soluzioni digitali sempre più orientate all’intelligenza artificiale aumenti la fiducia dei cittadini quale prerequisito chiave per il buon funzionamento e la diffusione di tali servizi. 

Una pubblica amministrazione basata su una scarsa fiducia dei cittadini non potrà in alcun modo essere migliorata dall’applicazione tout court di sistemi di intelligenza artificiale. Anzi, come già accade per i servizi digitali, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei sistemi (digitali di AI etc.) che esse saranno pronte a mettere in campo, saranno la prerogativa essenziale per la diffusione e il loro funzionamento.
Se il Digital Government sta emergendo molto rapidamente, portando ad una potenziale rivoluzione nel ruolo e nella struttura istituzionale e nel governo delle relazioni con cittadini e imprese, l’AI richiede un maggiore rafforzamento non solo delle politiche pubbliche, quanto della governance amministrativa e dei sistemi di gestione della macchina pubblica, sia a livello centrale che territoriale. 

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