Allevava gatti a sei dita: l’incredibile passione dello scrittore statunitense

Gatti a sei dita, non è un esperimento genetico ma quanto portato avanti da un noto scrittore statunitense che ha dato il via ad una vera e propria generazione di felini polidattili

I nostri amici felini, le palle di pelo munite di vibrisse che abitano le nostre case, i giardini e le nostre strade, li conosciamo da sempre e siamo ben consapevoli di come sono strutturati fisicamente.

Gatto addormentato
Allevava gatti a sei dita: l’incredibile passione dello scrittore statunitense (foto redazione) – Ot11ot2.it

Possono variare nelle dimensioni o nel pelo, alcuni sono i ben noti gatti Europei, altri sono i mastodontici Maine Coon, altri ancora sono completamente privi di pelo, come gli Sphynx. Ogni razza ha una sua particolarità ma sono tutti per certo (a meno di problemi di salute) muniti di quattro zampe con cinque ‘dita’ sulle anteriori e quattro sulle posteriori, per un totale di 18 dita.

Esiste tuttavia un tipo di gatto che di dita ne ha sei. Questa specie di felino si è sviluppata grazie all’allevamento di uno scrittore americano, che ci porta a narrare una vicenda molto particolare.

I gatti a sei dita, l’allevamento dello scrittore americano

Gli artisti sono eccentrici e questo si sa, collezionano le cose più disperate e vengono ricordati per le manie più assurde. Un noto e apprezzato autore americano, oltre all’amore per la scrittura aveva quello per i gatti, di cui si è circondato per tutta la vita.

Lo scrittore in questione era Ernest Hemingway, l’autore di “Per chi suona la campana”, “Addio alle armi” e vincitore del Premio Pulitzer nel 1953 con “Il vecchio e il mare”. Tutto ebbe origine dalla gattina Snow White, Biancaneve, che venne donata allo scrittore dal capitano di una nave. La micia aveva questa curiosità caratteristica: le zampette polidattili, quindi con un numero di dita diverso rispetto al gatto comune.

Primo piano di una zampa di gatto con sei dita
I gatti a sei dita, l’allevamento dello scrittore americano (foto redazione) – Ot11Ot2.it

Hemingway ovviamente notò subito questa particolarità della gatta e la ritenne come un segno di buon auspicio e decise non solo di tenere con sé la micia ma anche di farla riprodurre e dare vita ad una generazione di gatti con sei dita.

Hemingway ai suoi gatti dava dei nomi molto interessanti, di attori famosi o di scrittori, come Dorian Gray, Marilyn Monroe, Ava Gardner, James Joyce, Mark Twain, Edgar Allan Poe, Simone de Beauvoir. Ogni gatto passato a miglior vita veniva seppellito nel giardino dello scrittore con tanto di nome sulla lapide.

La caratteristica genetica di Biancaneve è passata ai suoi figli e ai suoi nipoti e vive ancora oggi nei gatti che risiedono nella casa che fu dello scrittore a Key West, in Florida, negli Stati Uniti. Nel giardino e nell’edificio sono presenti 56 gatti, 23 di questi hanno 6 dita, come la micia capostipite.

Gatto sdraiato su un fianco con la zampa allungata bene in vista
I gatti a sei dita, l’allevamento dello scrittore americano (foto redazione) – Ot11Ot2.it

Andare a visitare la casa del Premio Pulitzer è possibile poiché è diventata un museo e al suo interno, oltre ai mobili, ai libri, alle macchine da scrivere dello scrittore e ai suoi oggetti, troverete anche i gatti che dormono in ogni angolo del museo.

Sono noncuranti dei turisti, si arrotolano sulle sedie, stanno penzoloni sulle finestre, oppure seduti a osservare la marea di persone che ogni giorno vengono a visitare quella che ora è la loro casa, come guardiani intransigenti che con il loro sguardo analizzano ogni presenza. Discreti e silenziosi, poiché come diceva lo stesso scrittore:

“Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all’uomo: attraversare la vita senza fare rumore”.

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