Nel contesto delle politiche di innovazione digitale e trasparenza, la gestione dei dati nella Pubblica Amministrazione assume un ruolo sempre più centrale. In questa prospettiva, è stato elaborato un Protocollo sugli elementi tecnici e operativi condivisi all’interno dell’Area di Lavoro Comune (ALC) “Data e Open Data Management”, con l’obiettivo di fornire alle amministrazioni pubbliche un quadro di riferimento unitario e coerente in materia di dati aperti e riutilizzo dell’informazione pubblica.
Uno degli elementi fondamentali del protocollo riguarda l’utilizzo del portale www.dati.gov.it, il catalogo nazionale dei dati della Pubblica Amministrazione. Questo strumento rappresenta il punto di riferimento ufficiale per la documentazione e la ricerca dei dati in formato aperto resi disponibili dagli enti pubblici. Il suo impiego è previsto anche dal Decreto Legislativo 36/2006, aggiornato dal D.Lgs. 102/2015, che disciplina il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico. Il catalogo, pertanto, non è solo una piattaforma di pubblicazione, ma anche un veicolo per valorizzare il patrimonio informativo pubblico.
Per garantire coerenza e interoperabilità tra i dati pubblicati, il protocollo stabilisce l’adozione del profilo nazionale di metadati DCAT-AP_IT, uno standard che estende il modello europeo DCAT-AP. Questo profilo, frutto di un processo partecipato che ha incluso anche una consultazione pubblica, definisce le modalità di descrizione dei dataset e assicura l’allineamento semantico tra le amministrazioni e i portali nazionali e internazionali. La versione 1.0 del profilo è consultabile direttamente sul sito dati.gov.it e costituisce oggi il riferimento per la documentazione dei dati aperti.
Un ulteriore passo in avanti nella strutturazione semantica dei dati è rappresentato dalla definizione di un’ontologia di riferimento basata sul profilo DCAT-AP_IT. L’ontologia, anch’essa disponibile online, consente la modellazione dei concetti e delle relazioni tra i dataset, e permette alle amministrazioni di collegare le proprie ontologie di dominio a una base comune condivisa, favorendo così l’integrazione e l’interoperabilità dei dati su scala nazionale.
Il protocollo richiama inoltre le Linee Guida nazionali per la produzione e il rilascio dei dati aperti, aggiornate nel 2016 e in fase di consultazione pubblica. Queste indicazioni sono pensate per supportare le amministrazioni nel miglioramento della qualità dei dati, nell’armonizzazione dei metadati e nella corretta alimentazione del catalogo nazionale, assicurando anche l’interoperabilità con il portale paneuropeo europeandataportal.eu. Le Linee Guida recepiscono le novità introdotte dalla direttiva PSI 2.0 e dal profilo nazionale dei metadati, aggiornando così le pratiche amministrative ai nuovi scenari normativi e tecnologici.
Tra le innovazioni più rilevanti introdotte dall’ALC c’è la proposta di costruire un paniere dinamico di dataset, ovvero un elenco aggiornabile ogni anno delle basi dati che le amministrazioni intendono rendere disponibili come open data. Questo strumento ha una doppia valenza: da un lato, orienta le azioni di apertura dei dati, e dall’altro, costituisce una base utile per le attività di monitoraggio, sia in relazione agli impegni dell’Accordo di Partenariato, sia in riferimento agli obblighi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (art. 52) e dalla direttiva sul riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.
Per quanto riguarda i dati territoriali o geografici, il protocollo individua come strumento di riferimento il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT), accessibile tramite il portale www.rndt.gov.it e, a breve, anche dal dominio geodata.gov.it. I dataset geografici devono essere documentati secondo il profilo nazionale INSPIRE/RNDT, in linea con la direttiva INSPIRE e le regole tecniche definite nel decreto del 10 novembre 2011. L’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) avrà il compito di allineare queste informazioni con il catalogo dati.gov.it, utilizzando il profilo Geo DCAT-AP e fornendo alle amministrazioni indicazioni operative precise.
Alla luce dei risultati ottenuti, l’AgID ha espresso la volontà di integrare le indicazioni del protocollo all’interno del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, previsto dalla Legge 208/2015. In questo modo, le disposizioni contenute nel protocollo potranno diventare linee guida operative a carattere generale, estendendosi a tutte le amministrazioni e contribuendo a strutturare un modello condiviso e sostenibile per la gestione e la valorizzazione dei dati pubblici.
Il protocollo si fonda su un articolato quadro normativo europeo e nazionale, che include la Direttiva 2003/98/CE e la successiva Direttiva 2013/37/UE, recepite in Italia tramite i Decreti Legislativi 36/2006 e 102/2015. A livello interno, i riferimenti principali sono rappresentati dal Codice dell’Amministrazione Digitale (articoli 52 e 68), che definisce i concetti di “dati aperti” e ne disciplina l’accesso e il riutilizzo, e dal Decreto Legislativo 33/2013, che regola la trasparenza e la pubblicazione delle informazioni da parte delle amministrazioni pubbliche.
Nel contesto delle politiche di innovazione digitale e trasparenza, la gestione dei dati nella Pubblica Amministrazione assume un ruolo sempre più centrale. In questa prospettiva, è stato elaborato un Protocollo sugli elementi tecnici e operativi condivisi all’interno dell’Area di Lavoro Comune (ALC) “Data e Open Data Management”, con l’obiettivo di fornire alle amministrazioni pubbliche un quadro di riferimento unitario e coerente in materia di dati aperti e riutilizzo dell’informazione pubblica.