Rapporto SVIMEZ 2020. L’Italia diseguale di fronte all’emergenza e il contributo del SUD alla ricostruzione

Pubblicato il
26 Novembre 2020
Rapporto SVIMEZ

Martedì 24 novembre 2020 si è svolta in streaming la presentazione del Rapporto Svimez 2020L’economia e la società del Mezzogiorno" che, per andare incontro alle nuove esigenze di analisi e contribuire a formulare delle proposte per la ripartenza, presenta una struttura profondamente modificata.

La prima ondata della pandemia ha avuto per epicentro il Nord, ma la crisi economica si è estesa anche al Mezzogiorno, dove anche a seguito della seconda ondata si è tradotta in emergenza sociale, vista la presenza di un tessuto produttivo più debole, di un mondo del lavoro più frammentario e di una società più fragile. 

Il Rapporto descrive la forte contrazione subita dal Sud e il momento generale di grande incertezza. Al tempo stesso, evidenzia potenziali importanti “svolte” che la politica nazionale può indirizzare, proprio a partire dai territori che evidenziano maggiori difficoltà. 

Il Paese si trova di fronte all’occasione irripetibile di avviare la sua «ricostruzione» coniugando crescita nazionale e coesione territoriale, con la possibilità di gestire la futura transizione orientando i processi economici verso una maggiore sostenibilità. 

La sfida corrente è quella di portare a sistema il rilancio degli investimenti pubblici e privati, finanziato dall’iniziativa europea Next Generation EU, con una politica di coesione europea e nazionale che nel nuovo ciclo di programmazione dovrà fare tesoro delle esperienze precedenti, e partire dai primi segnali positivi registrati nel corso di quest’anno e dalle indicazioni strategiche contenute nel Piano Sud 2030

La questione della coesione territoriale è uno degli elementi da cui ripartire proprio per ridurre le disuguaglianze tra territori che rendono necessaria una politica specifica per il Mezzogiorno.  In questo il Piano Sud rappresenta un disegno ambizioso soprattutto per le azioni di riforma della macchina amministrativa. 

Il Rapporto si sofferma su alcune proposte per cogliere appieno l’occasione offerta dall’Europa di orientare gli investimenti agli obiettivi della coesione economica e sociale e al sostegno alla transizione verde e digitale

Temi che esaltano il contributo del Mezzogiorno, che vanno valorizzati attraverso un percorso sostenibile di riequilibrio nell’accesso ai diritti di cittadinanza (salute, istruzione e mobilità)su tutto il territorio nazionale. In secondo luogo, si rende necessaria la definizione di un disegno unitario di politica industriale per valorizzare la prospettiva green e la strategia Euro-mediterranea.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, intervenuto in chiusura dell’evento, ha sottolineato come la pandemia abbia provocato una crisi inaspettata che ha colpito tutti, ma non tutti allo stesso modo. "Per essere forte e resiliente un Paese deve essere unito. Serve crescere insieme, colmare le carenze strutturali, valorizzare le diversità e che tutti abbiano la medesima possibilità di crescita nella propria terra". 

La pandemia offre all’Italia un’occasione irripetibile per coniugare crescita nazionale, equità sociale e coesione territoriale e per orientare i processi economici verso una maggiore sostenibilità intergenerazionale, ambientale e sociale. 

Per far questo, occorre però una visione d’insieme centrata sull’interdipendenza tra territori che potrà portare a un’effettiva valorizzazione e ripartenza del potenziale presente nelle regioni del Sud e nel resto d’Italia.