Progetto ITALIAE: al Forum PA il racconto sulle esperienze associative territoriali e le riflessioni in vista della nuova programmazione

Pubblicato il
16 Luglio 2020
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L’incontro “PON Governance, una PA più digitale e vicina ai territori. Il rilancio delle politiche di rafforzamento nelle comunità locali“ organizzato nell’ambito di Forum PA lo scorso 9 luglio, è stata l’occasione per diverse amministrazioni comunali e regionali di raccontare la propria esperienza nella costruzione e gestione di associazioni di Comuni.

Sono intervenuti Giovanni Xilo (Esperto Progetto ITALIAE) e Luca Rigoni (Direttore - Assinter Italia), intervistati da Francesco Minchillo (Progetto ITALIAE - Esperto Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie - Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Xilo, per il quale “non esistono risposte pre-confezionate ma esigenze comuni cui far fronte con competenza”, ha in particolare evidenziato l’importanza di Unioni efficaci, il cui funzionamento prescinde dalle dimensioni come confermano gli esempi riportati  di Pian del Bruscolo nelle Marche con 200mila abitanti e oltre 16mila imprese formatosi quindici anni fa (rappresentato al Forum PA dal Presidente Palmiro Ucchielli) e quello dell’Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese raccontato dal Presidente Luca Marmo.

Per Luca Rigoni questa esperienza è rappresentata dalla volontà di confrontarsi e dalla consapevolezza che solo insieme si può rispondere al meglio a problemi complessi. L’importante però, è accompagnare e supportare le iniziative, come emerso dalle testimonianze di Gian Luca De Angelis (Commissario Straordinario Comunità Montana “Montagna Marsicana”) e di Vito Parisi (Sindaco di Ginosa, comune che fa parte dell’Unione dei Comuni “Montedoro”).

Quali sono quindi le parole chiave nello sviluppo delle associazioni di Comuni?

Per Giovanni Xilo le parole chiave sono fiducia, trasparenza e coinvolgimento delle parti. Risultano, inoltre, di fondamentale importanza il controllo di gestione e la valutazione delle performance.

In continuità con l’ultimo punto, anche Luca Rigoni ha sottolineato la necessità di una forte organizzazione in termini di funzioni strutturali, funzioni di visione (intercettazione dei fondi e utilizzo delle risorse) e - non ultimo - funzioni trasversali (come l’ICT) che consentono un salto di qualità.

Nella seconda parte, protagoniste quattro Regioni con Elettra Malossi (Dirigente Servizio Riordino, Sviluppo istituzionale e territoriale, Partecipazione Regione Emilia-Romagna), Enrico Specchio (Direttore Enti locali e servizi elettorali Regione Veneto), Marilina Di Domenico (Direttore reggente del Servizio Riforme Istituzionali, controllo enti locali e subregionali Regione Molise), Margherita Rizza (Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle Autonomie locali Regione Siciliana).

Qual è il ruolo delle Regioni con situazioni così diversificate?

Emerge chiaramente che le Regioni, nonostante livelli e anni di esperienza differenti, sono una preziosa cerniera tra nazionale e locale per garantire uniformità nelle diversità. È strategico avere un osservatorio comune per avere contezza delle risorse, conoscere gli attori, le attività e i progetti in corso.

L’evento si è concluso con le testimonianze di Francesco Tufarelli (Direttore Generale Ufficio I - Dipartimento Affari Regionali e Autonomie - Presidenza del Consiglio dei Ministri) ed Enrico Borghi (Consigliere per la montagna del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie).

Francesco Tufarelli ha sottolineato che, sebbene la situazione italiana sia variegata, “Emerge un fil rouge rappresentato dalla voglia di lavorare insieme attraverso il confronto e l’impegno comune e la consapevolezza che l’associazione è davvero uno strumento importante di crescita e risoluzione di alcune criticità”. Esiste anche un fil green, raffigurato dal rapporto tra realtà rurali e realtà urbane che hanno un “credito” verso le aree rurali.

In chiusura, Enrico Borghi si è focalizzato sulla necessità di individuare e attuare un nuovo modello di sviluppo per uscire dalla crisi, soprattutto per spendere in modo efficace ed efficiente le molte risorse inedite a disposizione da più fonti (Recovery Fund, Mes, Sure). “in modo particolare - ha commentato Borghi - gli enti locali sono chiamati ad abbandonare le modalità tradizionali che creano lentezze e inefficienze facendo uno “scatto in avanti” nella messa a terra degli interventi, accrescendo la propria capacità di programmazione e gestione.