Il Ministro Provenzano presenta il Piano Sud 2030 e le opportunità per il Mezzogiorno dopo l’emergenza Covid. Se ne è discusso l’8 luglio al Forum PA

Pubblicato il
09 Luglio 2020

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Piano Nazionale di Riforma, è stato confermato il ruolo di rilievo del Piano Sud 2030: la dotazione complessiva del Fondo Sviluppo e Coesione per il prossimo ciclo 2021-27 cresce fino allo 0,6% del PIL annuo, per una somma complessiva di oltre 73,5 miliardi per l’intero periodo. Il Piano, presentato lo scorso 14 febbraio, si conferma così un supporto concreto alla ripresa economica e sociale del Mezzogiorno. 

Delle opportunità per il Mezzogiorno del Piano Sud e della politica di coesione se ne è discusso a Forum PA, durante l’evento: “Dopo il Covid19 una nuova idea di Mezzogiorno: il Piano Sud 2030 e le opportunità della politica di coesione”. In diretta streaming ne hanno parlato: Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Massimo Sabatini, Direttore Generale dell’Agenzia per la Coesione territoriale, Gianfranco Viesti, professore di economia applicata dell’Università di Bari e i rappresentati delle segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL. 

Cinque le priorità del Piano che vanno dall’istruzione al capitale umano, dalle nuove infrastrutture materiali e digitali alla svolta ecologica, dallo sviluppo dell’innovazione al rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES). Il Piano Sud, seppur elaborato in un altro contesto, presenta caratteristiche tali da renderlo uno strumento valido per guidare lo sforzo che dovrà essere prodotto già a partire dalle prossime settimane nelle regioni del Mezzogiorno per far ripartire il Paese.  

Il Ministro Provenzano ha sottolineato che il Piano costituisce un progetto per l’Italia, perché investire al Sud oggi significa pensare all’Italia di domani riducendo i divari tra cittadini e territori: questa è la vera opportunità per riavviare uno sviluppo più forte e durevole. Il Piano è frutto di un percorso partecipato, fatto di incontri e approfondimenti che ha visto nel rafforzamento del ruolo del partenariato economico e sociale un modello virtuoso per l’individuazione e la realizzazione degli investimenti. Fondamentale per l’attuazione del Piano è un’amministrazione efficace. Per compiere e mettere a terra le opere è necessario potenziare l’amministrazione pubblica, reclutando nuove competenze manageriali, organizzative e tecniche chiamate a gestire le politiche di sviluppo e coesione. L’opera di trasformazione del nostro Paese tuttavia non può essere compiuta dalle sole amministrazioni, ma è necessario rafforzare il ruolo del partenariato economico e sociale nella individuazione e nella realizzazione degli investimenti. Nell’intervento il Ministro ha evidenziato come i fondi strutturali europei restano un passaggio obbligato del Piano per il Sud 2030. 

L’Agenzia per la Coesione territoriale è al lavoro sulla riprogrammazione dei fondi europei per contrastare l’emergenza sanitaria e garantire efficacia agli investimenti. Il Direttore Sabatini ha sottolineato l’impegno per convogliare le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione in un Piano nazionale che realizzi obiettivi del Piano Sud 2030 che ha un ruolo di “bussola” strategica e metodologica.