Pubblicato dalla Commissione Europea l’Indice europeo sulla competitività regionale

Pubblicato il
27 Aprile 2017

Il RCI (Regional Competitiveness Index) si basa sull'approccio utilizzato per l'indice di competitività globale del World Economic Forum. L’indice classifica le performance delle regioni coprendo un'ampia gamma di temi, tra cui innovazione, governance, trasporti e infrastrutture digitali, misure di tutela della salute e capitale umano. Un numero crescente di regioni lo usa per individuare i propri punti di forza e o debolezza e modellare le proprie strategie di sviluppo.

Lo studio, pubblicato il 27 febbraio scorso dalla Commissione europea, è giunto alla terza edizione e scatta un’istantanea della competitività regionale anche del nostro Paese.

La "competitività regionale" è la capacità di una regione di “offrire un ambiente attraente e sostenibile per le aziende e i cittadini che vi vivono e lavorano”.

Lanciato nel 2010 e pubblicato ogni tre anni, il Regional Competitiveness Index è la prima misurazione in grado di fornire una prospettiva europea sulla competitività delle regioni dell'UE. Si tratta di un indicatore composito (11 pilastri: di base, efficienza e innovazione) che oltre a presentare un’analisi della competitività come misura puramente economica valuta anche alcuni indicatori sociali: welfare, infrastrutture, livello di educazione, funzionamento del mercato del lavoro.

L’Italia si posiziona tra i Paesi in coda alla classifica assieme alla Spagna e ai Paesi dell’Europa dell’est. Il primo posto per le regioni italiane è della Lombardia che si conferma, come in passato, la migliore in Italia in termini di competitività. Gli ultimi posti sono per la Calabria e la Sicilia dove l’indice registra complessivamente: bassa qualità delle istituzioni, insufficiente livello di maturità tecnologica di famiglie e imprese, scarsa efficienza del mercato del lavoro. Unica nota positiva tra i valori medi europei: la sanità.

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A un confronto con i dati dell’ultimo rapporto (2013) si evidenzia un peggioramento della posizione di quasi tutte le regioni a eccezione di: Lombardia (+8), Valle d’Aosta e Basilicata (+1) e Provincia Autonoma di Bolzano che sale di ben 13 posizioni.

Arretrano notevolmente Liguria (-21), Emilia Romagna (-16) e Lazio (-13); perdono posizioni Toscana (-12), Veneto, Piemonte, Campania e Abruzzo (-11).

Il Report 2016 presenta una nuova veste più interattiva e tecnologica che consente a ciascuna regione di monitorare e valutare nel tempo il suo sviluppo in termini di PIL pro capite, rispetto alle omologhe italiane e a tutti i territori dell’UE.

L’utilità è conoscere quali sono i punti di forza e di debolezza in termini di rendimento economico per poter elaborare strategie di sviluppo e definire le priorità di investimento.

Per maggiori informazioni, dal sito della Commissione europea è possibile scaricare il rapporto in inglese e consultare le mappe e i grafici interattivi.