Prospettive di replicabilità del modello di governance dell’area metropolitana bolognese

Pubblicato il
16 Gennaio 2019
Metropoli_Strategiche
Riferimento Progetto: 

Si è svolto a Roma lo scorso 17 dicembre, presso la Sala Conferenza di Anci, un nuovo appuntamento del network nazionale di semplificazione amministrativa Metropoli strategiche - il progetto di cui è beneficiario Anci nel quadro del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 - che ha avuto come tema il modello di governance della Città Metropolitana di Bologna e le prospettive di replicabilità di questo modello in altre realtà metropolitane.

L’invito all’incontro è stato esteso, oltre che a dirigenti e funzionari delle città metropolitane italiane, anche al personale delle Unioni e dei Comuni metropolitani, che hanno potuto partecipare di persona o seguendo la diretta streaming assicurata dalle strutture tecniche di Anci.

Occasione dell’incontro è stata la presentazione dei primi risultati del percorso di sperimentazione che la Città Metropolitana di Bologna ha avviato all’interno del progetto Metropoli strategiche. Una sperimentazione che ha l’obiettivo di sviluppare e rafforzare le funzioni conferite alle Unioni.

La Città Metropolitana di Bologna ha infatti concluso la prima fase del percorso di sperimentazione, che ha prodotto un’analisi sul campo sullo “stato di salute” delle Unioni presenti nel territorio bolognese. L’incontro di network ha corrisposto dunque alla volontà di condividere con le altre città metropolitane i risultati delle analisi, con una attenzione particolare alle prospettive di replicabilità – sia del modello di analisi che del modello di governance adottato – ad altre realtà metropolitane.

Diversi i relatori chiamati a confrontarsi, in rappresentanza di diverse figure istituzionali diversamente incidenti sulla realtà territoriale bolognese.
Hanno esposto le loro relazioni
- Luca Lelli, Consigliere della Città Metropolitana di Bologna
- Giacomo Capuzzimati, Direttore Generale della Città Metropolitana di Bologna
- Francesco Tentoni, dirigente della Città Metropolitana di Bologna
- Marzia Di Donno, ricercatrice dell’Università di Ferrara
- Elettra Malossi, dirigente della Regione Emilia-Romagna
- Nara Berti, Direttore dell’Unione Reno Galliera.

Ulteriori contributi alla discussione sono arrivati da
- Fabio Scionti, Consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria
Massimo La Nave di Anci
Giovanni Xilo della Presidenza del Consiglio-Dipartimento della Funzione Pubblica.

La principale suggestione emersa dalle relazioni e dal dibattito che ne è seguito è che i processi associativi sono essenziali per innalzare i livelli delle prestazioni di servizio erogati; nel contempo le città metropolitane, nel coordinare e rafforzare tali processi associativi, riscoprono e rafforzano il proprio ruolo di istituzione a servizio delle comunità.  Si è dibattuto anche sul fatto che le Unioni possono assumere un ruolo rilevante nel sistema delle rappresentanze delle diverse istanze locali in seno alle città metropolitane, in quanto possono utilmente costituire – sul modello di governance della Città Metropolitana di Bologna - un livello intermedio di discussione e delega delle diverse posizioni espresse negli ambiti locali, utilmente semplificando e restringendo i tempi di dibattimento e di sintesi politica sulle diverse tematiche affrontate a livello di Conferenza Metropolitana.

La giornata di lavoro ha messo inoltre in evidenza che anche in realtà mature come quella bolognese - nella quale i processi associativi hanno una storia lunga almeno due decenni, anche grazie al ruolo significativo della Regione Emilia-Romagna – il sistema delle Unioni può presentare delle criticità. Non si tratta ancora di crisi, ma di segnali che lasciano intravedere come in alcune realtà locali ancora circoscritte si verifichino segnali che esprimono la volontà – non solo politica – di un ritorno “ai campanili”.  Da qui la necessità di agire nella seconda parte del lavoro di sperimentazione avviato dalla Città Metropolitana di Bologna, per cementare le Unioni in essere attraverso una fase di ascolto e di proposta progettuale di rafforzamento del loro ruolo.

Ulteriore positivo contributo emerso nella giornata dei lavori svolti a Roma il 17 dicembre scorso, è la possibilità di replicare il modello di governance bolognese in altre realtà metropolitane. Interessanti a questo a questo proposito le relazioni di Fabio Scionti, Consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria e quella di Massimo La Nave, referente Anci della linea di intervento “Gestione Associata” di Metropoli Strategiche, i quali hanno descritto i primi passi dell’azione di cooperazione tra le due Città Metropolitane di Bologna e Reggio Calabria. Il Consigliere Scionti ha illustrato la possibilità di aggregare il territorio reggino in possibili e future Unioni a partire dai distretti socio sanitari già esistenti e con un modello di governance basato sull’esperienza bolognese; Massimo La Nave ha descritto i primi passaggi e i passaggi successivi di questa neonata collaborazione tra le due città metropolitane.