PON Governance 2014-2020: spesi 117 milioni di fondi europei, non c’è il rischio del definanziamento

Pubblicato il
04 Aprile 2019
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Sono più di 780 milioni di fondi furopei, ne sono stati spesi 117,5 milioni pari al 15% del totale. Sono i numeri essenziali del Programma Operativo Nazionale (PON) Governance 2014-2020 per la competitività del territorio, presentati il 3 aprile nel corso dell’evento annuale organizzato dal Programma.

Fondi stanziati per finanziare 105 progetti per un totale di 66 diverse pubbliche amministrazioni.

L’Italia non ha mai perso e non rischia di perdere fondi europei” - ha detto Antonio Caponnetto, Direttore Generale Agenzia per la Coesione Territoriale.  “ll nostro Paese ha sempre rispettato gli obiettivi di spesa. Bisogna sconfiggere il luogo comune per cui il sistema dei fondi comunitari è appesantito da un’eccessiva burocrazia”.

Il rispetto della regolamentazione indicata da Bruxelles - ha aggiunto Caponetto - non può essere un alibi. L’ecosistema della PA italiana è difficile da governare, ma proprio per questo ancor più stimolante. Niente allarmismi per il futuro, ma solamente impegno e lavoro per sostenere la crescita del Paese”.

Durante l’evento - che ha ospitato tre panel di discussione: "Coesione 2014-2020 in Italia: a che punto siamo", "PON Governance: numeri iniziative avviate e primi risultati", "Il PON Governance per la competitività del territorio" - è intervenuta anche il Ministro per il Sud Barbara Lezzi: “Credo che le regioni debbano essere ambiziose, non crearsi degli ostacoli da sole nell'attuazione della politica di coesione. Quello a cui terrei in particolare è che ci fosse una visione sinergica nell’ambito delle politiche per la ricerca e l’innovazione”.

L’unico modo per rendere fruttuosi gli investimenti comunitari - ha commentato a margine il Ministro Lezzi - è operare collaborando e dialogando fra le diverse pubbliche amministrazioni di tutto il territorio nazionale”.

Secondo Riccardo Monaco, Autorità di Gestione del PON Gov, “raccontare in maniera tangibile un Programma che investe nella PA è davvero complicato. Grazie al Programma, stiamo assistendo oggi ad un modo diverso di investire: non si tratta solamente di efficientare i procedimenti e di informatizzare i processi amministrativi, ma di investire per la creazione di una rete di pubbliche amministrazioni".

Creare legami e sinergie - ha continuato Monaco - è vitale per condividere le best practices e velocizzare il processo di crescita. I punti di eccellenza devono uscire dal contesto territoriale ed essere dei riferimenti per tutto il Paese”.