La Nuova Agenda Strategica per l’Ue 2019-2024

Pubblicato il
02 Agosto 2019
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In autunno, dopo l’elezione nel maggio scorso del nuovo Parlamento europeo, si insedierà la nuova Commissione presieduta dalla neoeletta Ursula Von der Leyen le cui priorità politiche attingeranno dai contributi ricevuti dai gruppi politici del Parlamento e dall’Agenda strategica per il 2019-2014.

Con l’adozione, nello scorso giugno, della nuova “Agenda strategica” il Consiglio europeo ha cominciato a guardare al futuro delineando le nuove strategie politiche complessive, visto che a fine 2020 si concluderanno la strategia “Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva” ed il ciclo di programmazione finanziaria 2014-2020.

Su tali basi il presidente della Commissione determinerà le priorità politiche per il proprio mandato e la scelta dei settori prioritari su cui si concentreranno le iniziative della Commissione europea.

Le priorità individuate dalla nuova Agenda strategica - sottoscritta dai leader politici dell’Ue - che fornisce appunto un quadro generale e una direzione di guida per il lavoro delle istituzioni nel breve e medio periodo riguardano:

  • la protezione dei cittadini e delle libertà;
  • lo sviluppo di una base economica forte;
  • la costruzione di un’Europa verde, equa e solidale;
  • la promozione degli interessi e dei valori europei sulla scena globale.
     

Protezione dei cittadini e delle libertà

L’Agenda strategica recita “L’Europa deve essere un luogo in cui le persone si sentono libere e al sicuro” e ricorda come l‘Ue debba difendere diritti fondamentali e libertà ai suoi cittadini proteggendoli dalle minacce attuali ed emergenti, così come sancito dai trattati.

I valori comuni su cui si fondano i nostri modelli di democrazia e società sono alla base della libertà, della sicurezza e della prosperità europee. Una garanzia di effettiva protezione di tali valori è costituita dallo stato di diritto che, con il suo ruolo cruciale in tutte le democrazie, è uno degli elementi chiave a garanzia di tali valori e deve pertanto essere rispettato da tutti gli stati membri dell’Ue.

Il Consiglio europeo ritiene che un controllo efficace delle frontiere esterne costituisca “un prerequisito assoluto per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento delle politiche dell’Ue”, per questo si dichiara “determinato” a sviluppare una politica di migrazione globale funzionante, contrastando l’immigrazione illegale e la tratta di esseri umani in collaborazione con i paesi di origine e di transito. Un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo”, un “nuovo modo per condividere i pesi”, un “sostegno ai paesi che subiscono più pressioni” sono, infatti, i punti dell’Agenda. La neopresidente della Commissione ritiene necessaria una politica unitaria in materia di immigrazione e sostiene che la riforma Frontex, insieme ai 10 mila agenti di frontiera, non possono attendere il 2027 ma devono essere attivi entro il 2024. Von der Layen ha scritto anche, in una lettera inviata ai gruppi parlamentari, di un “approccio più sostenibile per i salvataggi”, “smantellamento del traffico di migranti”, migrazione legale e modi “per portare in Europa persone con qualifiche e qualità di cui abbiamo bisogno”.
 

Sviluppo della base economica: il modello europeo per il futuro

L’Agenda strategica, considera necessario rilanciare una crescita “sostenibile  e inclusiva” e rafforzare la coesione nell’Ue attraverso la convergenza verso l’alto delle economie europee. A tale scopo va rafforzata l’unione monetaria, completata l’unione bancaria e dei mercati dei capitali ma anche rafforzato il ruolo internazionale dell’euro.

Una solida base economica è, dunque, di fondamentale importanza per la competitività, la prosperità e il ruolo dell’Europa sulla scena globale e per la creazione di posti di lavoro.

“Userò tutta la flessibilità possibile del patto di stabilità e crescita  per creare un contesto fiscale più favorevole alla crescita, pur salvaguardando la responsabilità fiscale” è scritto nel programma della presidenza Von der Leyen e vi è, inoltre, la definizione di uno “strumento di bilancio per la convergenza e la competitività nella zona euro” ma anche il completamento dell’unione bancaria.
 

Costruzione di un’Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero

“L’Europa ha bisogno di inclusività e sostenibilità, abbracciando i cambiamenti portati dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, assicurandosi che nessuno rimanga indietro” osserva l’Agenda strategica richiamando l’urgenza di un’azione volta a gestire la minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici”. L’Ue deve diventare “leader globale in un’economia verde” e le sue politiche devono essere coerenti con l’Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015.

La mobilitazione di investimenti privati e pubblici, un’economia circolare efficace ed integrata ed un mercato europeo dell’energia che funzioni correttamente e che sia sostenibile, sicuro ed economico  determineranno il successo della transizione verde. Il cambiamento verso un futuro più verde, equo e inclusivo comporterà costi e sfide, per questo andranno aiutate le comunità e gli individui con “un’attenzione particolare ai problemi sociali”. Le disuguaglianze e le divisioni generazionali, territoriali e educative stanno sviluppando nuove forme di esclusione che rappresentano un fattore di rischio politico, sociale ed economico. L’Ue, sostiene l’Agenda, deve fare di più per garantire diritti e pari opportunità per tutti, promuovere un’adeguata protezione sociale, mercati del lavoro inclusivi e la coesione e, inoltre,  per sostenere il sistema sociale, l’istruzione e le infrastrutture, l’obiettivo è “di tassare le grandi compagnie tecnologiche”,  ha affermato  Von der Layen.

Ursula Von der Leyen, intervenuta durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo per chiedere agli eurodeputati di sostenere la sua candidatura, ha dichiarato che “la mia principale priorità sarà di rendere l’Europa il primo continente ad emissioni zero entro il 2050” obiettivo verso cui legifererà nei sui primi 100 giorni di presidenza.
 

Promozione di interessi e valori dell’Europa nel mondo

In un mondo caratterizzato da crescente incertezza, complessità e cambiamenti, l’Ue nella sua Agenda strategica, considera importante “aumentare la sua capacità di agire autonomamente per salvaguardare i suoi interessi, sostenere i suoi valori e stile di vita ma anche contribuire a plasmare il futuro globale” ed intende rimanere una forza motrice del multilateralismo e delle regole internazionali, garantendo apertura ed equità. L’Ue e le sue istituzioni dovranno lasciare “spazio” agli attori economico-sociali per “creare e innovare”, impegnarsi con cittadini, società civile e parti sociali, nonché con attori regionali e locali, rispettando i principi della democrazia, dello stato di diritto, della trasparenza e dell’uguaglianza tra cittadini e tra gli Stati membri.