Dal Forum Aree Interne 2018 nuove prospettive per l’associazionismo

Pubblicato il
21 Maggio 2018
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Sei tavoli tematici  alternati a sessioni plenarie per dare conto dello stato dell’arte della Strategia nazionale aree interne (SNAI) senza nascondere le criticità e gli ostacoli incontrati lungo il cammino, ma ben decisi superarli.

È stato questo, e non solo, il Forum nazionale aree interne 2018 che si è svolto ad Acceglio, in Val Maira, il 17 e 18 maggio scorsi. Un appuntamento annuale, giunto alla sua quarta edizione, per fare il punto sulla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) e correggere laddove necessario il tiro, ma anche per favorire un confronto della comunità di amministratori, cittadini esperti tecnici che condividono l’obiettivo di costruire e realizzare una strategia di sviluppo nelle aree fragili del paese, dove si annullano quelle differenze esistenti tra  città per cui  le aree interne Val Maira e Madonie risultano molte più vicine e simili di quanto si pensi” come ha ripetuto più volte nel corso del Forum Fabrizio Barca che della Strategia è stato uno dei fondatori.

L’associazionismo intercomunale ha rappresentato uno dei principali leit motiv della due giorni, con momenti di approfondimento dedicati e numerosi interventi che hanno messo in evidenza come la capacità delle piccole amministrazioni comunali delle aree interne si può rinforzare solo mettendo insieme le risorse per costruire sistemi di servizio più efficaci e duraturi nel tempo. Gli stessi interventi previsti negli Accordi di Programma Quadro (APQ) stipulati per attuare le azioni definite nella strategia di sviluppo sociale ed economico di ogni area interna, richiederanno capacità gestionali e amministrative da parte degli enti locali che solo facendo squadra i comuni saranno in grado di garantire.

Lo ha spiegato nel suo intervento in plenaria Clelia Fusco, del Formez PA - ente attuatore del progetto Strategia nazionale aree interne e i nuovi assetti istituzionali del Dipartimento della funzione pubblica - che ha voluto proprio farsi portavoce di un messaggio rivolto ai comuni: quello di andare oltre il requisito associativo - richiesto per poter partecipare alla SNAI - per guardare a una nuova governance che possa sostenere le innovazioni della Strategia in maniera permanente. Dal punto di vista attuativo sono 25 le aree che hanno assolto al requisito associativo, 5 quelle che sono in fase di verifica formale, 21 in fase di definizione e 20 in procinto di attivare il processo.

Ogni area interna sta costruendo un percorso di rafforzamento amministrativo dei comuni centrato sulla razionalizzazione e potenziamento delle esperienze associative in corso, sull’individuazione di quali funzioni e servizi associare, considerando anche i contenuti e i fabbisogni amministrativi previsti dalla strategia dell’area.

Ma sempre di più emerge l’esigenza di sviluppare, anche per i piani di sviluppo associativo, una strategia di medio-lungo periodo coerente peraltro con la finalità della SNAI di favorire la costruzione di un “sistema intercomunale permanente”.

In prospettiva per le aree che hanno concluso l’iter associativo le attività progettuali consisteranno nel supportare la realizzazione dei processi associativi deliberati dai comuni e di valutare i risultati raggiunti.

A tale proposito la Fusco ha illustrato una recente esperienza di accompagnamento realizzata nell’area marchigiana dell’Appennino Basso Pesarese Anconetano, la prima ad aver sottoscritto l’APQ, con la realizzazione di un laboratorio interattivo rivolto alle strutture comunali, quelle che devono tradurre in pratica la strategia sul territorio, in cui su sollecitazioni del team Formez, gli stessi dipendenti hanno proposto soluzioni operative.

Il tema della costruzione di sistemi intercomunali è stato al centro di una specifica sessione tematica gestita da Formez PA con il supporto e le conclusioni a cura di Francesco Monaco dell’Anci, “Associazionismo, l’unione (fra sindaci) fa la forza”.

Per esplicitare possibili percorsi che si proiettino a diventare sistemi associativi efficaci e permanenti sono state messe a confronto l’esperienza di due aree interne: quella dell’Appennino piacentino-parmense in Emilia Romagna e quella di Terre Sicane in Sicilia, rappresentante dai coordinatori dell’area, rispettivamente Sergio Copelli, sindaco di Ponte dell’Olio e Milko Cinà, primo cittadino di Bivona. Entrambi hanno raccontato come il prerequisito abbia rappresentato il trampolino per creare soluzioni associative in linea con esigenze e caratteristiche dei loro territori. Tutti e due animati da passione e senso pratico.

Nell’Appennino piacentino-parmense è stata l’alluvione del 2015, con tre vittime e quattro comuni dell’area colpiti pesantemente, a far scattare l’accordo tra i primi cittadini sulla funzione di protezione civile. E’ stata, infatti, firmata un a convenzione di II livello, tra le tre Unioni preesistenti e un comune non legato a nessuna forma associativa, con l’obiettivo di formare volontari sul territorio, aumentare mezzi e soluzioni tecnologiche per le emergenze, far crescere il livello di informazione e consapevolezza dei dipendenti. Anche nelle Terre Sicane erano presenti tre Unioni di comuni che però, a detta del sindaco di Bivona, non gestivano nulla di concreto.

Grazie alla SNAI e alla necessità di adempiere al requisito associativo, è stata fatta una profonda riflessione per dargli concretezza. Si è giunti così ad associare la protezione civile, il servizio informatico e la promozione turistica per “brandizzare” il territorio e renderlo più appetibile sul mercato. A giugno sarà sottoscritta la relativa convenzione.

La sessione ha visto la partecipazione anche di Elena Gamberini, direttore dell’Unione Bassa Reggiana, ed esperta nella costruzione di servizi in associazione avendo supportato gli amministratori dei comuni dell’unione nella loro azione progressiva di sviluppo dell’aggregazione intercomunale per quasi 10 anni.

L’ente che oggi dirige comprende 8 comuni e 72mila abitanti. Nata per unire i territori sulle sponde del Po, dal 2009 ha associato progressivamente 15 funzioni. La Gamberini nel suo intervento si è concentrata su dieci fattori critici di successo dell’associazionismo in cui un ruolo cruciale ricopre quella che lei ha chiamato la funzione di costante “manutenzione dell’accordo istituzionale” per verificare, adattare e mantenere alta la motivazione allo stare insieme da parte dei comuni associati.

Nella sintesi finale Francesco Monaco ha ribadito che l’associazionismo è un obiettivo chiave della strategia SNAI che deve restituire una maggiore capacità di azione autonoma ai sindaci e contestualmente offrire ai cittadini servizi di qualità. “Guardare ai fatti e non alle funzioni, puntando alla concretezza; non fare tutto, ma solo quello che serve” queste le conclusioni ribadite da Monaco per assicurare la permanenza delle gestioni associate.

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