Regione Veneto

POR FSE - Asse IV Capacità istituzionale

Dotazione finanziaria: € 22.920.956,00

Risultato Atteso AdP/Obiettivo specifico e relative azioni

La Regione intende rafforzare la capacità di intervento delle Pubbliche amministrazioni presenti sul territorio con particolare riferimento ai domini della Istruzione, del Lavoro e della Previdenza e dei Servizi Sociali avviando azioni di sistema volte a garantire accessibilità e trasparenza dei dati pubblici. A titolo esemplificativo segue la descrizione di tipologie di azioni possibili.

  • Interventi di sistema volti alla razionalizzazione dei processi organizzativi per l’integrazione e l’interoperabilità delle basi informative, statistiche e amministrative afferenti in via prioritaria ai domini della Pubblica Amministrazione: Istruzione, Lavoro, Previdenza e Servizi Sociali, Terzo Settore
  • Interventi di formazione e accompagnamento del personale delle Pubbliche amministrazioni mirati allo sviluppo delle competenze per assicurare qualità, accessibilità, fruibilità, rilascio, riutilizzabilità dei dati pubblici anche attraverso modalità collaborative e online
  • Progetti di Open Government per favorire trasparenza, collaborazione e partecipazione realizzati tramite il coinvolgimento di cittadini/stakeholder
  • Monitoraggio dei risultati di miglioramento raggiunti e dei punti critici ancora da affrontare/ risolvere

La Regione intende promuovere specifiche azioni di supporto, accompagnamento e consulenza alle amministrazioni coinvolte nella gestione di procedure complesse di particolare rilevanza per i cittadini e per le imprese. Tali azioni saranno volte a individuare e quantificare gli obblighi informativi o gli adempimenti inutili o eccessivi, previsti dalle vigenti regolazioni, pur nel rispetto della tutela dell’interesse collettivo. La finalità cui sono volte tali azioni è la semplificazione normativa e amministrativa. A titolo esemplificativo:

  • Interventi di misurazione degli oneri amministrativi (MOA) volti a quantificare l’impatto ex ante e misurare ex post degli adempimenti burocratici
  • Interventi coordinati a livello regionale e locale volti al conseguimento della riduzione dei tempi e dei costi della regolazione con particolare riferimento a quelli riconducibili alle iniziative imprenditoriali e alla nascita di nuove imprese
  • Interventi strutturati di confronto quali seminari, focus group, comunità di pratiche, benchmarking finalizzati all’applicazione del principio di semplificazione normativa e amministrativa.

La Regione intende promuovere specifiche azioni di supporto, accompagnamento e consulenza dedicate ai soggetti che operano nei settori istruzione, formazione, lavoro e finalizzate al rafforzamento delle reti inter-istituzionali e per la cooperazione nell’ottica del miglioramento delle prestazioni della pubblica amministrazione.

  • Azioni di sviluppo e rafforzamento della collaborazione in rete inter-istituzionale e di coinvolgimento degli stakeholders con particolare riferimento alle istituzioni scolastiche e formative
  • Interventi per lo sviluppo delle competenze digitali (e-skills) e di modelli per la gestione associata di servizi avanzati
  • Azioni di sistema volti alla definizione di standard disciplinari di qualità del servizio, sviluppo di sistemi di qualità, monitoraggio e valutazione delle prestazioni e standard di servizio
  • Creazione di reti per la cooperazione e lo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti, benchmarking
  • Interventi volti alla razionalizzazione delle amministrazioni pubbliche per il miglioramento dell’efficienza organizzativa e della gestione del personale

La Regione intende promuovere specifiche azioni di supporto, accompagnamento e consulenza alle amministrazioni afferenti al sistema giudiziario. A titolo esemplificativo:

  • Interventi volti alla realizzazione della reingegnerizzazione delle procedure di lavoro
  • Supporto organizzativo alla informatizzazione e telematizzazione degli uffici giudiziari
  • Disseminazione di specifiche innovazioni realizzate con il progetto ”Diffusione di Best Practice negli Uffici Giudiziari”
  • Supporto al processo di acquisizione da parte dei responsabili dell’Ufficio giudiziario delle competenze gestionali necessarie
  • Formazione e supporto al personale, finalizzati a rendere ogni operatore centro di responsabilità valorizzando esperienze innovative e buone pratiche
  • Supporto all’attivazione di interventi di change management
  • Monitoraggio dei risultati di miglioramento raggiunti e dei punti critici ancora da affrontare/risolvere

     

    POR FESR - Asse II Agenda Digitale

    Dotazione finanziaria: € 77.000.000,00 (importo comprensivo della dotazione finanziaria relativa al RA 2.1- Banda Ultra Larga)

    Risultato Atteso AdP/Obiettivo specifico e relative azioni

    2.1 - Riduzione dei divari digitali nei territori e diffusione di connettività in banda ultra larga ("Digital Agenda" europea)

    2.2.1 - Soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione e innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione nel quadro del Sistema pubblico di connettività quali ad esempio la giustizia (informatizzazione del processo civile10), la sanità, il turismo, le attività e i beni culturali, i servizi alle imprese[Gli interventi dovranno garantire i necessari standard di sicurezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green
    (Complementarietà con OT11 per le relative azioni di capacitazione e accompagnamento alla progettazione)

    Con questa azione la Regione intende consolidare la struttura dei data center pubblici in Veneto, riducendone il numero in modo estremamente considerevole e realizzando un upgrade dei sistemi informativi delle amministrazioni Comunali. Il consolidamento dei data center, con il relativo miglioramento ed evoluzione dei sistemi informativi (back-office) delle amministrazioni rappresenta il primo livello di intervento per aumentare l’interattività dei servizi digitali delle amministrazioni Comunali, in quanto solo servizi web pienamente integrati con back-office evoluti garantiscono di raggiungere i più elevati livelli di interattività.

    L’obiettivo dell’azione è la riduzione sensibile del numero dei data center pubblici rispetto ai 130 data center esistenti, attraverso un processo di “Server Consolidation” e di razionalizzazione ed ottimizzazione che tenga conto delle specificità territoriali e dei fabbisogni applicativi dei singoli enti che parteciperanno al processo di consolidamento, anche attraverso l’adozione di standard di sicurezza e di policy di protezione dei dati.

    La “Server Consolidation” consiste nella riduzione del numero dei server presenti in una organizzazione per evitarne una proliferazione eccessiva, lasciando tuttavia invariati i servizi forniti, i quali saranno invece erogati a un livello d'efficienza maggiore superando la logica “un server, una applicazione”, evitando notevoli costi gestionali e di manutenzione.

    Gli interventi riguardano:

    • progettazione esecutiva, compresa la verifica di compatibilità tecnica, organizzativa, economica da effettuare per ogni server dei data center interessati
    • acquisto di tecnologie per l’adeguamento tecnologico dei locali e degli impianti; software e hardware per la ‘virtualizzazione’ e relativa installazione
    • spese per il decommissionamento dei server (servizi per la protezione e il trasferimento dei dati)

    La Regione del Veneto nell’ambito delle attività del “Nodo regionale per lo sviluppo aperto partecipato e condiviso” definisce un catalogo di standard applicativi in collaborazione con Enti e Imprese del suo territorio. La definizione degli standard di colloquio tra sistemi eterogeni è prerequisito ineludibile per la realizzazione di processi di consolidamento hardware e riduzione dei data center.

    L’azione viene realizzata per:

    • creare ambienti più sicuri e affidabili
    • tenere sotto controllo con maggiore facilità i costi dell’IT (minori assets da gestire)
    • contenere i costi di manutenzione e gestione
    • agevolare l’adozione di soluzioni SOA (Service Oriented Architecture)
    • dimensionare in modo più rapido e flessibile le risorse software e hardware per far fronte a esigenze non prevedibili o non continuative
    • prendere decisioni più consapevoli e pro futuro nella scelta di apparati IT e di software
    • standardizzare l’hardware, le applicazioni software e le modalità stesse di gestione dell’ICT
    • facilitare la cooperazione applicativa tra Amministrazioni

    2.2.2 - Soluzioni tecnologiche per la realizzazione di servizi di e-Government interoperabili, integrati (joined-up services) e progettati con cittadini e imprese, e soluzioni integrate per le smart cities and communities (non incluse nell’OT4)
    [I servizi valorizzeranno la logica del riuso e sostenendo l’adozione di applicazioni informatiche comuni fra più amministrazioni]

    Con questa azione la Regione del Veneto intende sviluppare e diffondere servizi di e-government interattivi ed integrati sviluppati in una logica di codesign con gli utenti, puntando, ad esempio, ai seguenti servizi digitali evoluti: fascicolo del cittadino, gestione delle istanze, sistema dei pagamenti elettronici, fatturazione elettronica, identità digitale, dematerializzazione, servizi di open-government, servizi per le smart communities and cities, ecc.

    In ogni caso gli interventi finanziati devono essere finalizzati ad aumentare i livelli di interattività dei servizi digitali delle amministrazioni comunali del Veneto verso i cittadini e le imprese.

    Inoltre, per favorire la diffusione e l’utilizzo dei servizi digitali messi a disposizione delle amministrazioni comunali da parte dei cittadini e delle imprese, verrà favorito lo switch-off dell’analogico verso il digitale, ovvero per alcune tipologie di servizi verrà incentivata la chiusura della “canalità” analogica (cartaceo) a favore di quella digitale che diventerà esclusiva. Sarà importante, non solo affrontare e gestire la dimensione tecnologica, ma investire e sostenere il cambiamento organizzativo, culturale e comunicativo dentro e fuori alla pubblica amministrazione. Questa azione punta a valorizzare il circuito del “Nodo regionale per la digitalizzazione dei servizi ai cittadini e imprese” che oggi conta 180 Enti aderenti e oltre 20 servizi erogati a cittadini e imprese. Si tratta di intervenire sul divario di servizi digitali che affligge gran parte della popolazione veneta che non risiede nei comuni più grandi normalmente strutturati con una maggiore offerta di servizi digitale rispetto alla maggioranza dei piccoli e piccolissimi comuni.

    2.2.3 - Interventi per assicurare l’interoperabilità delle banche dati pubbliche
    [Gli interventi comprendono prioritariamente le grandi banche dati pubbliche – eventualmente anche nuove basi dati, nonché quelle realizzate attraverso la gestione associata delle funzioni ICT, in particolare nei piccoli Comuni ricorrendo, ove opportuno, a soluzioni cloud]

    La terza azione, necessaria per diffondere nelle amministrazioni comunali i servizi digitali pienamente interattivi, è la diffusione sul territorio regionale dell’infrastrutture per l’interoperabilità rivolta alla condivisione di dati tra le pubbliche amministrazioni, e, in particolare, con le importanti banche dati pubbliche nazionali e regionali. Per garantire l’erogazione di servizi interattivi complessi - ovvero che richiedono la raccolta di dati ed informazioni provenienti da più amministrazioni – è necessario investire e diffondere sistemi di interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni coinvolte.

    Questa azione punta a realizzare e diffondere in modo pervasivo e massimo l’interoperabilità presso gli enti della pubblica amministrazione del Veneto valorizzando il circuito regionale di interoperabilità e cooperazione applicativa denominato CRESCI, coinvolgendo nel circuito CRESCI almeno altri 300 enti nuovi aderenti entro il 2023.

    L’azione consisterà in acquisto di hardware, software e servizi professionali in merito ai seguenti interventi:

    • diffusione del circuito regionale di interoperabilità tra le amministrazioni Comunali
    • sviluppo di servizi di cooperazione applicativa tra Enti e diffusione dei livelli di utilizzo degli stessi
    • sviluppo, definizione e utilizzo di standard aperti e condivisi tra gli Enti attraverso la definizione del dizionario delle interfacce applicative a standard regionali e la costituzione del sistema e dei processi per mantenere e sviluppare gli standard regionali di integrazione applicativa regionale

    L’azione sarà sviluppata in sinergia con l’intervento del POR FSE di aumento della trasparenza e interoperabilità e dell’accesso ai dati pubblici (RA 11.1).

    2.3.1 - Soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT (eSkills), nonché per stimolare la diffusione e l’utilizzo del web, dei servizi pubblici digitali e degli strumenti di dialogo, la collaborazione e partecipazione civica in rete (open government) con particolare riferimento ai cittadini svantaggiati e alle aree interne e rurali. Tali soluzioni possono essere attuate anche in modo integrato con l’azione 1.3.2 (laboratori di innovazione aperta)

    In particolare, contribuiscono all’obiettivo specifico la diffusione dei punti pubblici di accesso sul territorio regionale per l’accesso, l’acculturazione e l’assistenza ai servizi digitali (c.d. P3@) e la diffusione della cultura e dell’utilizzo degli Open Data (dataset pubblici).

    La Regione del Veneto, negli ultimi due anni, ha maturato buone esperienze sul tema dell’alfabetizzazione ed inclusione digitale con il Progetto P3@ Veneti (finanziato dall’azione 4.1.2 “Collegamento delle zone del territorio regionale non ancora raggiunte dalla banda larga e creazione di punti pubblici di accesso” del POR FESR 2007 - 2013), nato con l’obiettivo di creare dei punti pubblici di accesso sul territorio regionale per accesso, acculturazione e assistenza al “mondo digitale”. Questi centri sono aperti e gratuiti per tutta la cittadinanza, in particolare per le fasce potenzialmente più a rischio di esclusione dal mondo digitale, ovvero anziani, donne fuoriuscite dal mondo del lavoro, disoccupati, giovani e stranieri. In questi centri i cittadini possono acquisire le competenze di base del mondo digitale, navigare in internet svolgendo le attività di proprio interesse e trovare assistenza nell’utilizzo dei servizi digitali della PPAA (per esempio scaricare i referti medici, richiedere i buoni scuola regionali, pagare il bollo auto, ecc.). Tali centri sono stati realizzati con il coinvolgimento dei Comuni del Veneto e delle Associazioni di Volontariato. Sono stati aperti 349 Centri P3@ in 327 Comuni del Veneto (su un totale di 579): ogni Centro, in base alla popolazione del Comune, dispone tra le 3 o 4 postazioni multimediali.

    Nel periodo luglio 2003 – settembre 2014 sono quasi 200.000 i cittadini che hanno usato i servizi del Centri, la percentuale di stranieri è stata del 21%, oltre un quinto degli utilizzatori avevano superato i 50 anni e l’11% era costituito da persone non più in età lavorativa. Sono stati coinvolti più di 300 volontari nella gestione dei Centri.

    Inoltre, la Regione del Veneto ha recentemente investito sul tema della trasparenza e della diffusione di dati pubblici - Open Government – mediante un’apposita azione a sostegno dell’Open Data (DGR 2301/11) e la pubblicazione del portale regionale dedicato dati.veneto.it, posizionandosi tra le prime Regioni italiane attive e che hanno dato seguito alle direttive europee e nazionali sul tema (attualmente sono disponibili 350 dataset pubblici in Veneto).

    Tra le buone pratiche dell’amministrazione regionale si segnala anche il progetto europeo HOMER - Armonizzare i Dati Aperti nel Mediterraneo attraverso un migliore accesso e Riuso dell’informazione del settore pubblico, cofinanziato dal FESR attraverso il Programma MED, che mira a stimolare l’accessibilità e il riuso dell’Informazione nel Settore Pubblico (PSI) nel Mediterraneo, coerentemente con una delle azioni chiave dell’Agenda Digitale per l’Europa e della Direttiva PSI. A questo proposito con la citata DGR 2301/2011 si è provveduto anche alla costituzione di un apposito "Gruppo di Lavoro per gli Open Data" (GdL-OD), coordinato dalla Sezione Sistemi Informativi e costituito da funzionari competenti nei diversi settori interessati dal progetto, con i compiti di affrontare gli aspetti tecnici e le questioni giuridiche legate al nuovo portale "dati.veneto.it" e di sostenere l'opportuna attività di divulgazione, organizzata e condivisa dal Gruppo predetto, che si è occupato anche di sviluppare un “Kit Open Data” e di sperimentarne l’utilizzo con alcune amministrazioni comunali prototipo.

    In tale contesto, la sfida che si intende sostenere con tale azione, data l’evoluzione delle tecnologie digitali, è di accrescere il numero di cittadini che usano internet e di aumentarne la consapevolezza, relativamente alle potenzialità del digitale, attraverso la diffusione della cultura degli Open Data. Le tipologie di intervento dell’azione permetteranno infatti di contribuire in modo significativo all’incremento della domanda di TIC dei cittadini del Veneto (e quindi anche delle imprese) in quanto:

    • da una parte i centri P3@ svolgeranno un’azione continua verso i cittadini di alfabetizzazione digitale, di accesso ad internet e di supporto all’utilizzo di servizi digitali sempre più evoluti
    • e dall’altra la messa a disposizione dei dataset pubblici (Open Data) da parte della pubblica amministrazione contribuirà a creare le condizioni per un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi partecipativi locali.

    Nello specifico, si procederà attraverso le seguenti tipologie d’intervento per:

    1) Consolidare e sviluppare il network P3@, i “punti pubblici di accesso”, con cui si vuole incentivare un uso attivo e consapevole del web, dei servizi della PPAA e della partecipazione da parte della cittadinanza, sostenendo un’apertura continuativa di tali centri, un loro potenziamento e un ampliamento delle funzioni e attività sia dal punto di vista organizzativo che di infrastruttura tecnologica.

    Visto il limitato arco temporale di apertura di questi centri e gli ottimi risultati ottenuti negli anni scorsi, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di processi di alfabetizzazione e inclusione digitale, risulta importante dare continuità a questa aziona intrapresa nella programmazione precedente per estendere la platea dei cittadini da coinvolgere nelle attività di informazione e acculturazione digitale. In particolare, si punterà anche al potenziamento della “Rete degli Utenti Amici” regionale da individuare a livello di P3@ tra i cittadini più sensibili alle tematiche digitali mediante campagne di alfabetizzazione e di comunicazione da condurre in concomitanza con i rilasci dei servizi digitali a cittadini quali identità digitali, pagamenti, gestione istanze, fascicolo del cittadino, anagrafe nazionale della popolazione residente.

    Nell’ambito dei Centri P3@ si distinguono, inoltre, gli interventi tra:

    a) P3@ già esistenti

    Nei Comuni che hanno già dei Punti P3@ esistenti verranno finanziati:

    • l’eventuale acquisto di nuovi apparecchi addizionali rispetto agli esistenti in grado di contribuire a colmare il deficit di cultura digitale presente (pc, stampanti, tablet, smart tv, smart wacth, etc) e connesse spese di installazione
    • le relative attività di animazione e formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli ed aiutarli all’uso dei centri

    b) nuovi P3@

    Nei Comuni che non hanno beneficiato dei Punti P3@ nella scorsa programmazione, verranno realizzati dei nuovi centri di acculturazione e verranno finanziati:

    • l’acquisto di nuovi apparecchi in grado di contribuire a colmare il deficit di cultura digitale presente (pc, stampanti, tablet, smart tv, smart wacth, etc) e connesse spese di installazione e arredo
    • le relative attività di animazione e formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli ed aiutarli all’uso dei centri

    Nei Comuni che hanno già dei Punti P3@ esistenti ne verranno finanziati di nuovi se la domanda locale di “alfabetizzazione e cultura digitale” lo richiede (come per esempio nei comuni di più grandi dimensioni).

    È prevista la possibilità di attivare il sostegno congiunto FSE ex art. 98 del Reg. UE n. 1303/2013 per finanziare attività di formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli e supportarli nell’uso delle tecnologie dei P3@.

    I centri P3@ finanziati rimarranno aperti per tutta la durata della programmazione e, in caso di chiusura anticipata, l’attrezzatura utilizzata (in particolare i pc) verrà in ogni caso destinata ad attività di alfabetizzazione e sviluppo di cultura digitale localmente, da parte dei Comuni, quali beneficiari della tipologia di intervento Centri P3@.

    I territori ammissibili ai finanziamenti sono individuati nell’intero territorio regionale. Potranno essere programmati interventi mirati ai contesti urbani oggetto dell’Asse SUS, in una logica di sinergia con le altre azioni previste da tale asse.

    I beneficiari sono i Comuni in forma singola o associata.

    2) Diffondere la cultura e l’utilizzo degli Open Data degli enti pubblici tra i cittadini e le imprese al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita delle pubbliche amministrazioni locali e incentivare le imprese a sviluppare nuovi servizi digitali attraverso gli Open Data.

    L’azione sosterrà il sistema regionale nel processo tecnologico, organizzativo e culturale di apertura e trasparenza, importante sia per adeguarsi e normative e policy internazionali che come generale occasione di innovazione e sviluppo.

    La realizzazione di tale intervento avverrà mediante lo sviluppo e l’utilizzo dello strumento del “kit Open data” (già utilizzato in forma sperimentale) da parte dell’Amministrazione Regionale, che provvederà a distribuirlo e a condividerlo con le amministrazioni comunali interessate, e poi queste ultime avvieranno il processo di apertura dei propri dati.

    In altre parole, tale percorso verrà realizzato attraverso il sostegno e l’attivazione di meccanismi e processi di aggregazione di dati su scala locale in una logica di condivisione di esperienze e riuso di buone pratiche sia degli aspetti “organizzativi-culturali” (come per esempio procedure, modelli, standard, percorsi informativi, ecc.) che degli aspetti più “tecnologici” (come per esempio soluzioni, applicazioni, ecc.).

    Nel dettaglio, il Kit Open Data è composto da:

    • strumenti procedurali per l’accompagnamento amministrativo: prototipi di regolamento interno, determina, licenza d’uso, questioni legate alla privacy ecc.
    • strumenti tecnologici: sistema di trasferimento dei dati nei server regionali; utilizzo dei software; procedure di raccolta dei dati in modalità e formato “open”

    Verranno finanziati i seguenti investimenti:

    • hardware (i server e le apparecchiature necessarie)
    • software
    • servizi professionali per l’apertura dei dati e per la loro metadatazione, anche per lo sviluppo di servizi che utilizzano gli Open Data partendo dai dati resi open (c.d. APP).

     

    POR FESR - Asse VI Sviluppo Urbano Sostenibile

    Dotazione finanziaria: € 8.000.000,00

    Risultato Atteso AdP/Obiettivo specifico e relative azioni

    2.2.2 - Soluzioni tecnologiche per la realizzazione di servizi di e-Government interoperabili, integrati (joined-up services) e progettati con cittadini e imprese, e soluzioni integrate per le smart cities and communities (non incluse nell’OT4)
    [I servizi valorizzeranno la logica del riuso e sostenendo l’adozione di applicazioni informatiche comuni fra più amministrazioni]

    L’azione sarà caratterizzata da due macro interventi.

    Il primo macrointervento prevede lo sviluppo di servizi di management delle aree urbane e di servizi di e-government per i cittadini e le imprese basati su una base di conoscenza che mette a disposizione dati provenienti da fonti eterogenee (basi di dati strutturate gestionali della PA, data base topografici, sensori, immagini, video ecc.).

    Il macro intervento prevede lo sviluppo di un sistema integrato di raccolta di informazioni provenienti dal territorio e ottenute tramite diversi dispositivi e fonti quali: sistemi di monitoraggio della circolazione (veicoli, bici, pedoni, parcheggi, ecc.), sensori di rilevazione di parametri ambientali (inquinamento atmosferico e qualità dell’aria), basi di dati strutturate della PA relative alla situazione demografica, sanitaria, abitativa e socio-economica dei cittadini.

    Questo sistema, attraverso la facilitazione dei processi decisionali distribuiti tra i diversi soggetti operanti nel territorio, la convergenza dei domini di conoscenza, il coordinamento degli eventi e dei soggetti per ottimizzare la qualità dei servizi e i costi, creerà le condizioni per la realizzazione di servizi ai cittadini nei settori della mobilità, circolazione, qualità dell’aria, servizi abitativi, politiche di inclusione sociale e gestione delle emergenze in questi ambiti.

    Le tipologie di operazioni saranno:

    • l'acquisto e l’applicazione di sensori distribuiti nel territorio
    • l’utilizzo di strumenti di supporto alle amministrazioni per meglio controllare e gestire i servizi alla cittadinanza fornendo indicazioni sull’andamento giornaliero dei diversi sistemi mediante strumenti di controllo e di indagine centralizzati
    • la rilevazione di grandezze, la definizione di standard di descrizione di tali grandezze e l’integrazione tra fonti informative
    • la classificazione delle classi di dati rilevate in modo funzionale agli usi successivi (creazione di servizi digitalizzati ai cittadini, sviluppo di sistemi informativi, open data, trasparenza amministrativa, diritto di accesso, politiche di conservazione ecc.) in modo da automatizzare e rendere strutturato e certo l'intero ciclo di vita del dato
    • l'utilizzo di modelli di analisi che trattano la nuova serie di grandezze organizzate

    Il secondo macrointervento prevede l’erogazione di servizi più efficienti e interattivi a cittadini e imprese tramite la standardizzazione di dati e processi amministrativi.

    Per poter realizzare servizi interattivi di qualità a cittadini e imprese le amministrazioni devono essere in grado di rinnovare i propri processi in una logica di PA digitale e non semplicemente digitalizzata.

    I procedimenti amministrativi devono essere unificati, standardizzati e svolti dagli enti interessati utilizzando le stesse dinamiche, facilitando la gestione digitalizzata del fascicolo informatico del procedimento, la sua condivisione e l'accesso ai cittadini, alle imprese ed in modo controllato alle altre PA.

    Per fare questo le amministrazioni comunali delle aree urbane devono dotarsi di un sistema informatico per la modellazione, descrizione e sviluppo dei processi per evolvere verso nuovi modelli di erogazione dei servizi.

    Questo macro intervento intende sviluppare la creazione e messa a disposizione di strumenti per la gestione della relazione tra PA e cittadini o imprese, nel contesto di un’unica piattaforma informatica per la modellizzazione dei dati.

    L'implementazione della piattaforma sarà basata su standard e verrà sviluppata in ottica open source, tenendo conto di quanto previsto nelle azioni infrastrutturali trasversali (Strategia per la crescita digitale 2014-2020): Sistema pubblico di connettività, digital security, razionalizzazione del patrimonio ICT, consolidamento data center e cloud computing.

    La piattaforma sarà quindi resa disponibile e accessibile ai seguenti soggetti:

    • Enti Locali, come strumento per la re-ingegnerizzazione dei processi
    • Gruppi di lavoro regionali composti da diversi stakeholder della Pubblica Amministrazione per il co-design di servizi di cooperazione applicativa tra enti per la realizzazione e gestione di procedimenti amministrativi inter-ente
    • PMI per lo sviluppo di soluzioni applicative per gli enti pubblici basate su questo processo metterà inoltre a disposizione delle imprese dati con carattere analitico e/o aggregato utili per conoscere i fenomeni del territorio e per sviluppare nuovi servizi digitali utili alla cittadinanza

    Entrambi i macrointerventi troveranno applicazione nel contesto dei seguenti settori:

    1. La mobilità urbana sostenibile, relativamente alla gestione del traffico (circolazione del traffico veicolare privato e commerciale, gestione delle zone pedonali, biciclette, ecc.) ad esclusione degli aspetti legati all’infomobilità (vedi azione 4.6.3. sui sistemi di trasporto intelligenti applicati al Trasporto Pubblico Locale). In questo senso, l’integrazione tra OT2 e OT4 sarà realizzata mediante la messa in connessione dei dati rilevati nelle due azioni 2.2.2. e 4.6.3. per garantire alle città le informazioni che permetteranno loro di pianificare e gestire in modo “smart” e integrato la circolazione urbana.
    2. La qualità dell’aria, in collegamento con le attività sulla mobilità sostenibile in OT4 e sull’efficientamento energetico degli edifici in OT9. La piattaforma può consentire di implementare piani di analisi sugli edifici residenziali pubblici per ottimizzare gli investimenti di riqualificazione energetica.
    3. I servizi sociali, con particolare riferimento alle politiche per l’abitare e per gli interventi mirati alle fasce di popolazione più disagiate, integrando gli interventi OT2 con quelli previsti nel contesto OT9. Si intendono cioè utilizzare gli strumenti ICT per migliorare l’erogazione dei servizi, rendendoli più interattivi e accessibili, sia nel contesto dell’azione 9.4.1. che in quello dell’azione 9.5.8. Ciò sarà possibile attraverso lo sviluppo di un sistema integrato di raccolta dati nel settore delle politiche abitative e sociali, utilizzando e migliorando le banche dati strutturate esistenti e/o attuando nuovi sistemi di raccolta dati attraverso applicativi tecnologici (macrointervento 1) e attraverso l’integrazione e la cooperazione delle basi dati gestionali delle PA nel settore dell’edilizia residenziale pubblica e delle politiche per l’abitare (ad es. catasto, banche dati ATER, cartella sociale, dati sanitari, anagrafe, indicatori economici ecc.), (macrointervento 2).

    Alcuni esempi di strumenti di e-government sono:

    • creazione sistema di gestione delle istanze del cittadino richiedente alloggio, sia in chiave di miglioramento dell’accessibilità al servizio che in funzione anti-frode
    • sistema di gestione informatica e accesso via web del fascicolo da parte degli assegnatari degli alloggi, con creazione di funzionalità interattive (es. sistema informatizzato per i pagamenti)
    • creazione di servizi di tele-assistenza e tele-soccorso dei soggetti inseriti in contesti di co-housing e alloggio sociale (anziani, senza fissa dimora, ecc.) da parte dei servizi assistenziali, attraverso l’utilizzo di sensori a basso costo e basso impatto installativo per il monitoraggio dei comportamenti e di fattori fisiologici di base degli anziani e di particolari casi di scarsa autonomia, estendendo la capacità di monitoraggio e la tempestività dell'intervento di soccorso o di verifica da parte dei servizi sociali e/o sanitari
    • creazione di strumenti di consultazione via web o servizi informativi per i cittadini e gli operatori del settore riguardo ai principali fenomeni legati alle politiche sociali e abitative, tramite un miglioramento degli strumenti di conoscenza dei soggetti erogatori di servizi in ambito cittadino, in chiave di maggiore trasparenza e accessibilità dei servizi

    I beneficiari di questa azione sono le Autorità urbane e i comuni ricompresi nelle aree urbane selezionate.

    I Comuni delle Aree urbane che verranno selezionati per l’attuazione dei presenti interventi di cui all’Asse SUS non possono essere beneficiari della corrispondente azione 2.2.2. attivata nell’ambito dell’ASSE 2.