Ministero dell'Interno

PON Legalità - Asse V Migliorare le competenze della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata

Dotazione Finanziaria: € 70.306.667,00

Risultato Atteso AdP/Obiettivo Specifico PO e relative azioni

11.1.2 - Progetti di Open Government per favorire trasparenza, collaborazione e partecipazione realizzati tramite il coinvolgimento di cittadini/stakeholder e iniziative per il riutilizzo dei dati pubblici, la partecipazione civica e il controllo sociale sul tema dei beni confiscati

In tale ambito si intende innanzi tutto finanziare operazioni finalizzate alla formazione per l’utilizzo dell’utilizzo della sezione “open data” del sistema informativo dell’ANBSC, da realizzarsi nell’ambito dell’Asse 1 - Azione 1.1.2.B.

In questo ambito si intende inoltre finanziare azioni mirate a favorire:

  • la collaborazione e la partecipazione di cittadini e stakeholder nell’utilizzo del sistema open data sia rispetto all’integrazione dei dati pubblicati, sia rispetto alla possibilità di proporre iniziative o inviare commenti sulla gestione dei patrimoni confiscati
  • il riutilizzo dei dati pubblici a fini di studi/ricerche e approfondimenti

Le azioni che potranno essere finanziate saranno, a titolo esemplificativo: studi o analisi basate sui dati pubblicati, attività di pubblicizzazione della piattaforma (siti in materia, convegni, seminari) sui territori e presso i nuclei attivi nelle Prefetture Territoriali, attività di animazione del partenariato in merito alla gestione dei patrimoni confiscati.

Tali azioni risultano necessarie in quanto l’utilizzo delle piattaforme in formato open, nonostante l’attuale diffusione, risulta non sempre assicurato qualora non veicolato da iniziative specifiche. La maggior parte delle azioni di condivisione di informazioni pubbliche, ad oggi esistenti, non riesce sempre a raggiungere livelli soddisfacenti di successo per vari ordini di motivi: dalla scarsa pubblicizzazione dello strumento alla mancanza di iniziative volte a dare seguito ai contributi ricevuti.

Complementarietà con le azioni cofinanziate dal FESR: l’azione si integra con quella relativa alla realizzazione della piattaforma open data nell’ambito dell’Asse 1 (cfr. Azione 1.1.1.B).

11.3.3 - Azioni di qualificazione ed empowerment delle istituzioni, degli operatori e degli stakeholders

In particolare, questa azione si declina in due sotto-azioni:

5.1.1.A - Azioni di formazione per la prevenzione e il contrasto dei reati emergenti, reati in evoluzione e reati anche di rilievo internazionale (come ad esempio gli eco-reati, il cybercrime, il contrasto al lavoro sommerso, l’anticontraffazione ecc.)

Complementarietà con le azioni cofinanziate dal FESR: Le azioni di formazione riguarderanno anche l’utilizzo dei sistemi finanziati per la protezione della legalità nelle aree ad alta vocazione produttiva nell’ambito dell’Asse 2 - OT3 FESR.

 

5.1.1.B - Azioni di qualificazione ed empowerment delle Prefetture nella lotta alla corruzione e alle infiltrazioni criminali

Nell’ambito dell’Asse 1 - OT2 FESR vengono finanziati applicativi che consentano alle Prefetture l’analisi delle informazioni relative agli appalti pubblici e ai piani anticorruzione degli enti locali al fine di individuare e prevenire gli ambiti a rischio di infiltrazioni criminali. Le informazioni rilevate necessitano di un’analisi approfondita e di conseguenti azioni correttive da implementare sul territorio. A tal fine le Prefetture saranno dotate di piani formativi in funzione anticorruzione e di task force di esperti tecnici e giuridici per la diffusione di buone pratiche e la risoluzione delle criticità riscontrate sul territorio di riferimento. Con particolare riferimento agli ambiti oggetto degli applicativi citati (appalti e piani anticorruzione) si descrivono di seguito alcune tipologie di attività oggetto di finanziamento.

Appalti pubblici

In quest’ambito la task force attiva presso le Prefetture potrà realizzare:

  • assessment organizzativo e procedurale delle stazioni appaltanti per una più efficiente articolazione del lavoro (ad es. per tipologia di appalto, per categorie merceologiche etc.), dei ruoli e responsabilità, dei rischi di gestione e delle relative azioni correttive ecc.
  • supporto giuridico qualificato in materia di procedure di appalto e contrattualistica pubblica funzionale allo svolgimento delle seguenti attività:
    • definizione di dettaglio di tutti i passaggi procedurali delle diverse tipologie di gara da informatizzare nell’ambito della piattaforma tecnologica
    • standardizzazione della documentazione amministrativa in uso tra le diverse sezioni della stazione appaltante e predisposizione di format al fine di garantire uniformità alle attività poste in essere, ridurre i rischi di errori e contenere i tempi di predisposizione degli atti
    • formazione del personale su aspetti specifici delle procedure di gara in cui generalmente si annidano i rischi di contenziosi (es. cause di esclusione degli operatori economici, criteri di selezione e di aggiudicazione ecc..) nonché su aspetti inerenti la normativa sull’accesso agli atti e sulle forme di autotutela dell’amministrazione

Piani anti-corruzione

In quest’ambito la task force attiva presso le Prefetture potrà realizzare:

  • assessment dei Piani Anticorruzione predisposti dagli enti locali al fine di verificarne l’aderenza rispetto alle linee guida contenute nel Piano nazionale Anticorruzione e la coerenza rispetto alla singola realtà comunale (compresa la metodologia utilizzata per l’individuazione e la valutazione dei rischi)
  • assessment del piano di monitoraggio definito rispetto ai rischi individuati; individuazione delle aree di miglioramento
  • revisione del Piano Anticorruzione alla luce dei risultati dell’assessment
  • definizione di modalità e tempistiche per la condivisione con la Prefettura dello stato di implementazione del Piano
  • individuazione di eventuali best practices da veicolare agli enti locali attraverso il sito della Prefettura e/o attraverso l’organizzazione di focus group con i referenti degli enti locali

Il supporto potrà essere fornito inoltre in ambiti sensibili quali: gestione dei rifiuti; redazione piano urbanistico; erogazione dei servizi ai cittadini in formato digitale; scouting di fondi non ordinari e conseguente gestione dei progetti ecc. Oltre ad attivare il supporto specifico a sportello, gli enti potranno usufruire di specifici pacchetti formativi per il potenziamento e il trasferimento di competenze su materie specifiche.

Per la realizzazione delle azioni 5.1.2 – come per le complementari azioni FESR 1.1.1.A - è in corso di stipula un protocollo di intesa con l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC).

Complementarietà con le azioni cofinanziate dal FESR: Le azioni di rafforzamento delle Prefetture cofinanziata dal FSE si integra con quelle previste nell’ambito dell’Asse 1 – OT2 FESR per la realizzazione di applicativi per il presidio degli appalti pubblici e dei piani anticorruzione.

11.5.3 - Interventi per lo sviluppo delle competenze organizzative e gestionali dei soggetti coinvolti nelle attività digestione dei beni e imprese confiscati

Si intende perseguire lo sviluppo delle competenze organizzative e gestionali dei soggetti coinvolti nelle attività di gestione dei beni e delle imprese confiscati alla criminalità organizzata.

In particolare, si intende finanziare operazioni di rafforzamento delle competenze degli operatori delle sedi dell’ANBSC delle Regioni meno sviluppate (Reggio Calabria, Napoli, Palermo) e dei Nuclei di Supporto[1], istituiti presso le Prefetture Territoriali, attraverso azioni di formazione multidisciplinare e costituzione di nuclei di esperti sulle principali tematiche di riferimento. L’obiettivo è quello di rafforzare le competenze nell’individuazione delle esigenze e caratteristiche locali e territoriali durante la fase di assegnazione dei beni. Nello specifico, si intende migliorare l’azione nell’accelerazione della procedura di assegnazione, eliminando gli ostacoli che possano rendere il bene meno appetibile; nel monitoraggio dei beni assegnati; nell’accertamento che siano state raggiunte le condizioni ottimali affinché il bene sia utilizzabile in modo efficace a fini sociali o istituzionali.

Potranno inoltre essere finanziate azioni mirate di supporto agli amministratori e ai lavoratori delle aziende confiscate al fine di soddisfare il fabbisogno di competenze e di servizi necessari alla sana gestione e sostenibilità delle attività previste. In particolare, potranno essere finanziate:

  • attività di formazione, assistenza e consulenza in ambito gestionale, finanziario, giuridico e di marketing dedicate agli amministratori e ai lavoratori aziende confiscate (modelli di governance, analisi dello stato di salute dell’azienda, predisposizione di business plan per la gestione del bene o il risanamento e lo sviluppo dell’azienda, piani marketing, accesso al credito ecc.)
  • supporto alla creazione di reti partenariali tra aziende confiscate, soggetti imprenditoriali, giovani imprenditori, organizzazioni del terzo settore e soggetti istituzionali anche per il completamento di filiere produttive in settori quali ad esempio turismo sostenibile, agricoltura biologica, trasformazione di prodotti agricoli, bio-edilizia
  • creazione di una task force coordinata dall’ANBSC con il coinvolgimento delle organizzazioni cooperative, dei lavoratori e dei soggetti istituzionali competenti con il compito di individuare e selezionare progetti per la creazione di nuove cooperative formate dai lavoratori delle aziende confiscate e per rilevare e rilanciare l’attività dell’impresa in cui prestano la loro opera

Complementarietà con le azioni cofinanziate dall'OT2 FESR, dall’OT9 FESR e dall’OT9 FSE. Le azioni per il rafforzamento dell’apparato di gestione dei patrimoni confiscati, previste dall’Asse 5 OT11 FSE, si integrano con molteplici azioni di seguito elencate:

  • azione 1.1.2.B cofinanziata dall’OT2 FESR nell’ambito dell’Asse 1 per il rilascio in formato open del patrimonio informativo relativo al riutilizzo dei beni confiscati
  • azione 3.1.1 cofinanziata dall’OT9 FESR nell’ambito dell’Asse 3 per il recupero infrastrutturale dei beni confiscati alla criminalità organizzata
  • azione 4.2.2 cofinanziata dall’OT9 FSE per il rafforzamento delle imprese sociali che gestiscono beni confiscati
  • azione 5.2.2 cofinanziata dall’OT11 FSE nell’ambito dell’Asse 5 per il rafforzamento previsto per gli operatori dell’ANBSC

 

PON Legalità - Asse I Rafforzare l’azione della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata

Dotazione Finanziaria: € 90.769.334,00

Risultato Atteso AdP/Obiettivo Specifico PO e relative azioni

2.2.1 - Soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione e l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della pubblica amministrazione nel quadro del sistema pubblico di connettività

All'interno di questa azione dell'Accordo di partenariato sono riconducibili due sotto-azioni:

1.1.1.A - Soluzioni informative a favore delle pubbliche amministrazioni (Appalti pubblici e Piani triennali anticorruzione)

In tale ambito potranno essere finanziate soluzioni informative a favore delle Prefetture per rafforzarne la capacità di analizzare il contesto territoriale provinciale al fine di individuare e correggere i fenomeni di corruzione e infiltrazione criminale nel sistema amministrativo.

In particolare, potranno essere finanziati:

  • Sistemi informativi per la gestione guidata delle procedure di affidamento degli appalti onde prevenire l’insorgere di potenziali difformità dalla normativa vigente. Tali sistemi avranno la funzione di garantire il monitoraggio e l’analisi del ciclo degli appalti da parte delle Prefetture: dalla determinazione della stazione appaltante di avvio della procedura sino al collaudo dell’opera/servizio, con particolare focus sugli eventi che hanno inciso sulle tempistiche e sugli eventuali illeciti o irregolarità riscontrati per l’affidamento dell’appalto e per la sua esecuzione. Il modello di intervento verrà adattato di volta in volta in base alle peculiari problematiche relative al contesto di riferimento. Si prediligerà comunque, ove possibile, la pratica del riuso.
  • Sistemi informativi a supporto delle iniziative collaborative tra Prefetture ed Enti locali per la corretta predisposizione e monitoraggio “rafforzato” dei piani anticorruzione. Si tratta di un modello unico da esportare e adattare in tutte le Prefetture interessate selezionate per l’iniziativa.

Complementarietà con il PON Governance: si evidenzia che il PON Legalità si rivolge, nello specifico, al rafforzamento, in ottica anticorruzione, delle articolazioni periferiche del Ministero dell’Interno, ossia le Prefetture, e attraverso detti uffici, in funzione di presidio della legalità sul territorio provinciale e in continuità con il proprio ruolo di rappresentanza del Governo, alle Amministrazioni Locali. Peraltro, una Convenzione sottoscritta tra il Ministero dell’Interno e l’ANAC affida alle Prefetture la funzione di supporto agli Enti Locali nella predisposizione delle misure anticorruzione. E’ inoltre in corso di predisposizione un ulteriore protocollo di intesa tra Ministero e ANAC per istituire nuovi ambiti di collaborazione nella costruzione e realizzazione di misure anticorruzione nell’ambito del PON Legalità. La demarcazione in fase sia programmatica che attuativa oltre ad essere assicurata dalla condivisione degli indirizzi strategici con l’ANAC è ulteriormente assicurata dalla partecipazione del Direttore dell’Ufficio di Staff dell’AdG al Comitato di pilotaggio OT2-OT11e dalla prossima attivazione di un tavolo permanente bilaterale con i referenti del PON Governance.

Complementarietà con le azioni cofinanziate dall’OT11 FSE: L’azione si integra con l’azione 5.1.1.B finanziata dall’OT11 FSE attraverso cui le Prefetture verranno dotate di piani formativi per il personale interno e di task force di esperti per garantire l’intervento correttivo immediato negli ambiti in cui vengano individuati i rischi più alti di irregolarità, corruzione o infiltrazione della criminalità organizzata.

 

1.1.1.B - Digitalizzazione della procedura di accesso al Fondo di Rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura. (D.P.R. 19 febbraio 2014, n. 60)

Il Fondo di solidarietà per le vittime del racket e dell’usura è lo strumento finanziario grazie al quale chi ha subìto, per essersi opposto agli estorsori e agli usurai, danni alla persona o alla propria impresa può ricevere, a titolo di risarcimento, un'elargizione che gli consenta di riprendere l'attività economica. Si intende finanziare la digitalizzazione della procedura di accesso al Fondo al fine di agevolare la presentazione delle domande di sostegno finanziario e ridurre al massimo i tempi di trattamento delle pratiche per una più sollecita elargizione del contributo. Al momento, l’unica attività digitalizzata è quella relativa alla fase di archiviazione e protocollazione.

Complementarietà con le azioni cofinanziate dall’OT9 FSE: La digitalizzazione delle procedure di accesso al fondo si integra con le azioni cofinanziate dal fondo sociale a supporto degli operatori vittime dei reati di racket e usura.

 

2.2.3 - Interventi per assicurare l’interoperabilità delle banche dati pubbliche

L’azione prevede le due seguenti sotto categorie di azioni.

1.1.2.A - Sistemi di analisi delle informazioni afferenti alle imprese a rischio di infiltrazione criminale e sistemi per l’anticontraffazione, la tutela del made in Italy e l’antiriciclaggio

Si intende finanziare azioni per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni criminali nelle imprese delle regioni “meno sviluppate” attraverso la valorizzazione di tutte le informazioni in possesso delle Pubbliche Amministrazioni. In particolare, si intende attuare l’integrazione dei dati pubblici disponibili sul territorio – varie amministrazioni, ciascuna per la parte di propria competenza, dispone di informazioni sulla storia di un’impresa: la Camera di Commercio, attraverso il Registro delle imprese detiene notizie, tra l’altro, su anagrafica, composizione societaria, trasferimento delle quote societarie, partecipazioni ad altre aziende; le Procure detengono, tra l’altro, notizie su reati in cui sono implicate le imprese oltre che sulle misure di prevenzione a danno di imprese/soci/titolari/dirigenti; le Agenzie del Demanio detengono informazioni sugli immobili di proprietà dell’impresa; le stazioni appaltanti detengono notizie sulle procedure di gara cui partecipano le imprese; i curatori/amministratori giudiziari le notizie circa procedure fallimentari, le Prefetture sulle certificazioni antimafia - al fine di individuare le aree economico/produttive, le imprese e gli imprenditori a rischio di attività illecite e collegamenti con la criminalità. In tale ambito potranno essere finanziati sistemi che prevedano:

  • l’interoperabilità delle banche dati per l’integrazione delle informazioni in possesso dei vari enti
  • l’analisi intelligente delle esigenze informative degli organi e delle istituzioni competenti nella loro attività preventiva e investigativa
  • l’analisi intelligente dei dati per il supporto all’attività di prevenzione e di indagine rispetto ai fenomeni di cui sopra da parte degli organismi competenti

1.1.2.B - Applicazione del paradigma open alla Piattaforma ReGIO per il rilascio in formato aperto delle informazioni relative ai patrimoni confiscati

In tale ambito, si intende finanziare l’integrazione della piattaforma realizzata a favore dell’ANBSC con il precedente ciclo di programmazione (Sistema ReGIO) al fine di rilasciare in formato “open” la mappatura e lo stato degli immobili e delle aziende in fase di sequestro, confisca o avvenuto recupero a fini sociali o istituzionali localizzati nelle Regioni meno sviluppate. L’intervento si inquadra in una cornice più ampia di incremento della diffusione dei patrimoni informativi della Pubblica Amministrazione previsti dall’Agenda Digitale e dal Piano Nazionale di Riforma 2014; l’esigenza di applicare la logica open data in un settore come quello dei beni confiscati è emersa nell’ambito del confronto partenariale quale modalità per restituire alla collettività e agli stakeholder le informazioni sul ciclo di vita del bene confiscato.

L’applicazione del paradigma “open” intende andare oltre i risultati raggiunti con il progetto ReGIO garantendo i seguenti elementi:

  • pubblicazione di tutte le informazioni in esso contenute, afferenti i patrimoni confiscati localizzati nelle Regioni target, secondo standard definiti
  • granularità dell’informazione intesa come disaggregazione al livello più basso delle unità informative
  • accesso libero senza obbligo di citare la fonte
  • possibilità dei accesso automatico per la costituzione di proprie banche dati o per l'esecuzione di analisi costituite da fonti diverse di dati (incrocio e correlazione)

Tale azione consentirà di pubblicare le liste dei beni confiscati e/o destinati con tutto il dettaglio necessario alla più completa individuazione del bene e della sua storia.

Complementarietà con le azioni cofinanziate dall’OT11 FSE: le azioni si integrano con quelle rivolte a favorire trasparenza, collaborazione e partecipazione realizzati tramite il coinvolgimento di cittadini/stakeholder e iniziative per il riutilizzo dei dati pubblici, la partecipazione civica e il controllo sociale.